CRONACA DI STEFANO DEL MERLO
(pubblicata nel Bollettino della Società Storica Valtellinese, anno 1960)

Questa é una cronichetta fatta per me Steffano del Merlo d'una parte delle cose occorse in la povera Lombardia et principalmente nella Valtellina, cominciando dall'anno 1486.
Prima l'anno 1486 del mese dl Marzo vennero li Signori Grisoni in questa valle di Valtellina per far la guerra con il Stato di Milano per non lasciar condur vino alcuno per Il detto passo. Onde li detti Signori Grisoni vennero fuori con grandissima furia, ed presero da Bormio insin a Sondrio con grandissimo incendio, morte di gente, ed saccheggiamento. Furono abbrugglate più di 20 ville. Alla fine quando arrivarono a Sondrio fu fatta la pace, ed il Duca di Milano gli dette Fiorini 14.000, acciò ritornassero a casa sua et la Valle fosse ancora sottoposta a Milano. Questa cosa durò tutto il mese di Marzo.
L'anno 1499 venne in Lombardia Ludovico Re di Francia con grandissimo esercito dì gente, ed era suo Capitano generale il signor Gio: Giacomo Trivultio, et fece capo ad Hanono, et prese Hanono con qualche mortalità di gente. Poi giunse ad Allessandria, et fu presa; et vedendo Il Signor Ludovico Duca di Milano, che le sue cose andavano peggirando, ed specialmente, che si levò grandissimo tumulto in Milano, dove gli fu amazzato mescer Antonio de Landriano Thesoriere dl detto Duca; si deliberò esso Duca di lasciar fornito il castello di Mllano, ed partirse egli per andar in Alemagna all'Imperatore con molti gentiluomini, ed due suoi figlioli, ed fece il suo pasaggio per Valtellina con grandissimo thesoro e quando fu giunto a Tirano trovò li 500 Lanschenecchi, quali l'Imperatore, li mandava ad incontrarlo, et li lasciò in Tirano per tener essa terra. Onde vedendo il detto signor Gio: Giacomo Trivultio Governatore che il duca era in fuga, venne con il campo verso Milano, ed prese tutto il Stato di Milano, salvo Tirano, dove v'erano dentro detti Lanschenecchi. Esso signor Giacomo gli mandò un suo Capitaneo Francese a dimandar se gli volevan render Tirano; Gli fu risposto di no; onde la Maestà del Re di Francia gli mandò 22.000 persone con grandissima artiglieria, et cominciarono a bombardar Tirano, in modo che detti. Lanschenecchi s'aresero. Et nota come quell'andata volse esser la disfattione di Valtellina per due cagioni: primo per la spesa grandissima del transito di tanta gente, l'altra perché la Valle d'allora in poi non è mal stata senza Francesi per molti anni, quali davano alla Valle una spesa intolerabile.
Stanco poi detto duca in Alemagna, ed desiderando di ritornar a Milano ebbe qualche Intendimento in Milano, ed mandò verso CMavenna Badino de Paravicino de Caspano suo Capitano qual fece capo verso Bregaglia ed li colse (credo sia) cento persone et venne di notte a Chiaverina et quando fu alle porte gli fece Intendere, come era grandissima quantità di gente a nome del Duca, che si se rendevano li voleva aver per buoni, altrimenti li voleva metter a sacco. Onde detti di Chiavenna s'aresero, et quella istessa notte quelli del Duca andarono al Castello di Mezola ed alla Torre d'Olognio, ed a Sorico, ed presero tutto il navllio. Tutto che fu questo subito fu ispedito un cavaliere al Duca, qual'era a Pressunano in Alemagna per fargl'intendere il tutto: onde il prelato Duca subito si parti con quella poca Gente, che potette avere, ed venne per Bormio, ed quando fu In Valtellina, li Francesi, quali erano a Como ebbero paura, che Milano si levasse a rumore contra di loro come fu per effetto detti Francesi adonque andettero verso Novara, di sorte, che ivi si fecero forti; ed il Duca di continua andava seguitando in modo che a Novara si trovarono ambe le parti ed ivi fu fatto ordine di combattere, dove il predetto Duca rimase prigione de' Francesi dell'anno 1500 del mese di Marzo, ed Il Paese fu di nuovo ricuperato da Francesi; ed Milano fu sforzato pagare 200000 ducati pella ribellione fatta.
L'anno 1508, signoreggiando il Re di Francia questa Valle, mandò a Tirano un suo Capitano qual si dimandava Mal'erba con suoi guastatori; costui stette tra Tirano e Ponte mesi 5; io non credo, che fosse mai stata al Mondo più cattiva Persona di costui, fece tanto male in Valtellina che saria un longo scrivere.
L'anno 1509 signoreggiando il sopradetto Re di Francia il Stato di Milano venne in diferenza con la Signoria dl Venezia, ed fu fatto grandissimo apparato per ambe le parti. Il sopradetto Re venne in persona all'impresa a Milano, ed cominciò a mandar la sua gente verso Cassano per cominciar la battaglia in gera d'Adda. Furno subbito molti ponti sopra l'Ada getati per poter passar le genti d'arme. Lì Campi erano presso l'un altro a 2 miglia, et alli 4 Maggio 1509 cominciorno una crudelissima battaglia tra Revolta et Caravazza, ed lì restò della gente della Signoria per 40.000 oltre li prigioni et fu quasi svalligiato il campo della Signoria di Venezia. Fu preso il suo Capitano qual si chiamava il Messer Bertocco d'Almano. Il campo non dormi in andar perseguitando il resto del campo della Signoria Veneziana in modo che i Francesi presero da Verona sino a Caravazzo.
Preso dunque ch'ebbe Il Re il Paese ritornò a Milano con tanti trionfi, che fu una cosa grandissima. Poi l'anno 1511 occorse che li Svizzeri vennero in deferenza con Re di Francia a persuasione della Signoria Veneziana, ed venner fuori di Belinzona circa persone 25.000 ed avendo il Re di Francia mandato la sua gente verso Bologna in soccorso de' Bentivoglì non potendo mandar così presto ad oviar a detti Svizzeri, talmente che detti Svizzeri vennero sin appresso Milano a 3 miglia, ma vedendo li Svizzeri che il campo del Re s'ingrossava si ritirorno verso Belinzona con grande abbruggiamento di terre, ed saccheggiamenti.
Et perché esso Re di Francia era venuto in grand'inimicizia con detti Svizzeri per la detta guerra non volse più Svizzeri al suo soldo perché mandò nel Paese dell'Imperatore per far gente, Onde venne gran quantita di Gente de Lanschenecchl, quali tutti passarono da Bormio ed vennero per Valtellina senza pagar un denaro; onde venne tanta carestia in Valtellina, che il fermento costava soldi 50 il quartaro ed la segale ed il miglio soldi 30, ed il vino costava libbre 5 la brenta, dove se Dio non avesse previsto, sarebbono morte molte persone di fame.
L'anno poi 1512 del Mese di Maggio si partirono numero 32.000 Svizzeri per andar in soccorso di Papa Giulio, et della Signoria di Venezia contro Francesi fecero il suo passaggio verso Longadesso ed andorono a Trento, poi in Verona, ed quando dovevano passar monstrarono di venir per Valtellina; dove che Noi di Valtellina stavamo in gran paura, e patissimo grandissima spesa in mantener Gente alli passi in spie, et forni Tirano, ed altre cose, che sarebbe troppo longho in descriverle. Et quando li Svizzeri furono arrivati a Verona, fecero dimora giorni tre, ed poi si misero in ordine d'andar contro Francesi, quali erano col suo campo appresso a Verona. Ma dubitando li Francesi d'aver la perdita per trovarsi inferiori di numero della parte contraria si ritirorono, ed andettero ritirandosi fino all'Adda.
Poi passata l'Adda si ritirarono sino a Pavia, et come furorono giontì detti Francesi a Pavìa fecero lì la Massa, e monstrarono di fortificarsi in Pavia; Ma 11 campo dei nemici vennero anch'essi a Pavia, ed fecero un'assalto con detti Francesi; ma dubitando li Francesi d'esser serrati in Pavia si partirono et andorono, verso Asto. Onde tutt'il Stato di Milano si perse, salvo le fortezze.
Ed vedendo il Reverendissimo Vescovo di Coira con le tre Leghe de Grigioni andar le cose cosi, ed pretendendosi detto Vescovo con le sopraddette Leghe aver qualche ragione in Valtellina, ed cioè che detta Valtellina anticamente doveva essere di Santa Maria di Coira, perciò vennero fuora in Valtellina et la presero tutta insin a Mussío, ed presero Chiavenna, ed questo fu al 22 Giugno dell'anno 1512.
Ed nota che essendo partiti i Francesi da Milano esso anno 1512 li Milanesi mandorono molti ambasciatori in Fiandra all'Imperatore, il quale aveva seco il figlio del Moro, altre volte Duca di Milano, qual dimandava Massimiano, sicché detto Massimiano si partì di subito con licentia dell'Imperatore, ed venne con poca Gente sin a' Trento, dove stette per qualche giorni, poi andò a Verona, ed ivi stette per molti giorni, poi andò a Cremona, dove dimorò quasi un mese, tanto che a dì 30 decembre 1512 venne a Milano, ed fu accettato per Duca.
Ed se nel mio scriver passato non ho fatto mentione della distruttione di Brescia sappiate come il sopradetto anno 1512 signoreggiando li Francesi detta povera città di Brescia gl'era dentro un Gentiluomo Bressano, qual si dimandava Messer Aluisio d'Avagadri.
Nota ancora come li Grigioni ebbero preso la Valtellina cioè l'anno 1512 volsero da Noi di Valtellina 10000 Fiorini del Reno per sua presa per non aver saccheggiata essa Valle.
Poi l'anno 1513 del Mese di Marzo detti Griggioni anno fatto pagare dalla Valtellina fiorini 1000 per causa della sua parte della spesa in far star 300 persone per mesi 5 a Chiavenna per assediar li Francesi che erano nel Castello di Chiavenna, quali alla fine furono constretti arendersi per la legna. Ancora nota come l'anno 1513 il vino valeva libbre 5 fino libbre 7 la brenta et la biada di libbre 10 la somma.
Ancora l'anno 1513 é stato il Morbo nelle infrascritte terre di Valtellina tanto, cioé in Bormio, Sondalo, Tiolo, Mazzo, Sparsio, Lover, ed Tovo.
L'anno 1513 è stato il morbo a Morbegno, Sacco, Bulio, Fusine, Piateda, ed Trisivio, ed morirono in questi luoghi più di 3000 persone.
Esso anno 1513 del Messe d'Aprile furono distrutte le fortezze di Valtellina cioè li Castelli di Tirano, Piattamala, Trisivo, ed la Torre d'Ologno, et furono distrutti per li Griggioni signoreggiando essi Valtellina.
Adì 17 Agosto 1513 si rinovò il morbo a Sondrio in Casa di Lorenzo Bettuccio, ed morirono persone 4 ma per grazia d'Iddio non passò più oltre, ed fu più tosto per miracolo d'Iddio che per nostro provesione; pur non vi fu mandato per la Comunità di gran sollecitudine, et spesa et nota che per il sopradetto caso fu principiata la Chiesa di Santo Rocco adì, et anno sopradetto, ed s'è fatto voto per il detto Comune di celebrar la festa di San Rocco in perpetuo.
Adì 4 novembre 1513 si rinnovò la peste in Casa d'Abondio a Jano di Mossini, morirono subito quattro persone, ed per grazia d'Iddio non passò oltre.
Nota come nel primo d'Agosto 1513 sino al marzo 1514 che sono mesi 7 e mezzo non piove, ne fioccò mai se non una volta c'appena bagnò la polvere della terra.
Ancora nota come l'anno 1514 nel mese di Genaro venne tanto freddo che s'aggianciò il Malero, che si sarebbe potuto passar sopra con 25 carri caricati ed era aggiacciato sin' in Adda. Durò esso freddo giorni 25, et per questo freddo morirono tutte le viti in modo che in quell'anno a pena gli fu vino che bastasse per il nostro bevere, ed di quel puoco di vino che gli fu non se ne trovava niente, perchè li Mercanti Tedeschi, ch'erano soliti comprar il vino andavano in Bressana, et nel Monte di Brianza, dove n'avevano mercato disfatto.
Memoria come l'anno 1515 il Terzero di Sopra ed il Terzero di Mezzo, ed la Maggior parte del Terzero di Sotto furono in lite con l'Erede di d. Donato Carcano, ed i suoi consorti per la peschiera fatta per mezzo di Delebio sopr'Adda, et con d. Benedetto Vicedemlno di Traona et Tuffino Zucchino, Gabriello, ed Antonio de Gatti ed li suoi consorti di Traona per l'altra peschiera per mezzo Morbegno, onde finalmente fu ordinato per li Signore delle Tre Leghe, che dette peschiere fossero aperte nel mezzo per brazza 15 ed fu fatto termine a quelli delle peschiere per otto giorni ad aprir in mezzo le sopradette brazza 15; altrimenti la Valle andasse a romperle a suo spese.
Ma perché li suddetti delle peschiere non ne volsero far niente, fu forza, che la Valle mandasse persone 500. Et prima andorono a quella di Morbegno per estirparla. Detti della Peschiera volsero far resistenza, tirando d'archibusi ed schiopetti; ma gl'altri della Valle passata l'Adda furono dietro a quelli, che gli scaricavano tal artiglieria ed entrarono in Traona, presero tre delli sopradetti, ed ll fecero dar sigurta de 3000 ducati finalmente la sopradetta peschiera fu disfatta ali 25 genaro, et alli 26 ed 27 del sopradette genaro fu disfatta quella dì Delebio con grandissima spesa dell' sopradetti delle Peschiere.
Nota ancora com'esso anno 1515 il mese d'Aprile venne gran neve in Valtellina con grandissimo freddo per molti giorni seguenti, in modo che seccarono via tutti li garzoli, che erano longhi una quarta, et perciò quell'anno non rimase vino, che bastasse per un mese, onde quell'anno tant'era la carestia del vino, che fu una compassione. Valse libbre 7 la brenta ed la biada libbre 12 la soma ed quanto se ve ne fosse trovato per dinari sarta valutato più.
Quest'anno 1515 quel pochissimo vino che v'era fu tanto accerbo che non se ne poteva quasi bevere; era quasi come agresto, pur valse libbre 7 la brenta.
Fu poco che penso nel Comune di Sondrio non gli fosse brente 100 di vino in tutto.
Nota come il sopradetto anno signoreggiando lí Griggioni la Valle, furono certi uomini di Traona, ed a Caspano, gli fu fatto saccheggiamento, et prigioni che fu una compassione, ed oltre i saccheggiamenti la squadra dì Traona bisognò pagare 3000 florini del Reno, oltre molte persone dì Caspano, ed dl Traona, quali furono banditi.
Nota come alli 12 ottobre 1515 venne una pioggia, che propriamente pareva sangue rimase il segno sopra le foglie.
Ancora nota come alli 27 novembre 1515 stando il campo dei Grisonl a guardia contro Francesi si diliberarono di mettere una taglia nella nostra Valle, ed vennero molti capitani de Grigioni a Sondrio, ed
fecero dimandar il conseglio in tutta la Valle; congregato che fu II conseglio domandarono 3000 florini di Reno a tutta la Valle; onde gli uomini di Valtellina fecero consegno di non pagar niente, perchè tal dimanda era centra raggione ed tosi gli fu risposto di non voler pagar niente. Detti dunque si partirono molto stormitati (sic); minacciando dl volerli far pagar per forza. Onde parve agli uomini della Valle dl difendersi se da Todeschi fosse lor fatta superchiaria. Ed intendendo, che il campo de Griggioni veniva per far pagar per forza, tutti gli uomini della Valle deliberarono di difenderse. Ed intanto gli uomini del Terzero di Mezzo andarono all'ostacolo, credendo che quelli del Terzero di sopra dovessero venir come avevano promesso, però mal vennero ed tosi quelli del Terzero di sotto s'accordarono di non venire senza nostra licenza. Onde il Terzero dl mezzo stette in gran pericolo d'esser abbruggiato, ed saccheggiato. Fu fatto un poco di scaramuccia al Ponte di S. Pietro, dove furono (uccisi?) duoi Todeschi. Ma fu la forza alli uomini del Terzero di mezzo ritirarse perchè non veniva soccorso. Intanto detti Tedeschi vennero a Sondrio alli 4 Novembre 1515 con gran rumore, in modo, che fuggirono tutti gl'huomini della Terra, eccetto Messer Gio: Battista de Caspano, Messer Gio Andrea del Merlo, Messer Gio: Antonio VIttano, Monsignor Antonio Pusterla, ed lo Steffano Merlo.
Alfine fu forza al comun di Sondrio pagar libbre 2000 Imperiali senza l'altre spese, et principalmente, ch'il campo stette qui in Sondrio giorni 3. Et l'altre Comunità di Valtellina vennero a componerse, ed li bisognò ancora essi pagar gran dinari principalmente Ponte.
Del mese di Marzo 1516 Francesco Moro del Lecco bandito da Francesi, venne in Valtellina con lettere dell'Imperatore cercando Gente per andar verso Lecco. Onde fu fatto consegno a Morbegno di non andar, ed in quel conseglio v'intervennero Gravedona, Domaso, ed Sorico, et v'erano quelli di questa Valle, accordandosi tutti di non andar a tal impresa; Imperochò detto Francesco Moro non cercava questo per pigliar paese, ma per saccheggiar Corenno insín'a Lecco, onde gli fu fatto ostacolo, ed impedimento, che nissun andasse a tale impresa; Ma vi furono certi Giotti (sic) et Tristi, che non volsero obbedire, ed andorono ad Corenno ed sopra la Montagna d'Introzzo ed saccheggiorno. Onde Intendendo li Francesi tal rumore vennero con 24 corabbie armate sopr'il lago ed abbruggierno Gera, Sorico con gran saccheggiamento, ed morte di gente, di poi voltorono dette corabie, ed scorerno detto Francesco tra Corenno ed Belano, ed pareva, che dovessero esser tutti morti; ma il sopradetto Francesco fece sforzo d'un canto, ed si ritirò verso vai Sassina; fugirno In la valle del Bitto de Morbegno. Poi detti Francesi fecero pagar Domaso e Gravedona ducati 1200.
Ma li Signori delle tre Leghe quali signoreggiavano da Dongo sin a Bormio, vedendo, li Francesi insieme con quello lato avevano abbrugalato dette Terre si mossero con persone 3000, ed andorono a Corenno
sin a Belano, ed abbruglorno Corenno, ed molte altre Terre sopra la Montagna d'Introzzo.
Poi del mese d'Aprile 1516 1 detti delle tre Leghe doppo aver abbruggìato Corenno, ed la Montagna, ritornorno indietro, ed andorno sopr'il castelli di Musso con le dette 3000 persone ed andorno sino a Menaso ed abbruggiarono Menaso, Porelezza (sic) ed Gavargna, ed altre Ville in detta Valle de Menaso facendo gran saccheggiamento, ed nel ritorno abbruggiorno Masso.
Nota come l'anno 1520 del mese d'Agosto furono gran ridile nel comune di Castione onde ne patissimo gran danno.
Nota ancora come l'anno 1520 alli 22 Giugno venne in questa Valle Il Conte Mainfredo Palavicino Milanese bandito dal dominio del Re di Francia, ed venne con 500 persone fra le quali v'era un bandito nominato Giovan Matto de Brentio sopre Gravedonna uomo di cosi mala sorte, quanto se ne trovasse un'altro al Mondo. Le cui opere erano che teneva 30 o 40 banditi in sua compagnia tutti di mala sorte, ed stavano alla strada rubando mercanti, ed altra gente, ed andavano di notte al letto a pigliar molti gentiluomini, ed li faceva far taglia grande; e durò questo rubbare più d'anni 5, che non gli fu mai ordine che li Francesi et Grigioni li potesse provedere. Finalmente, quando Dio volse detto Gio: Matto venne in compagnia col predetto Conte, ed andorno con quella gente per pigliar la Città dì Como, ed quando arivorno al Borgo di Porta Sala quelli della Citta saltarono fuori combattendo con quelli banditi, in modo, che fu forza ritirarse, ed fuglrno per terra sin in Griante appresso Menaso, ed quivi furono tutti fatti prigioni, alcuni morirono nel prenderli. In modo che detto Conto col Matto furono menati a Como, ed molti altri, ed la maggior parte di loro furono squartati 11 Mese di Luglio 1520 così finirono le ribalderie d'esso Matto.
Nota come l'anno 1520 del mese d'Aprile s'innovò il Morbo In Smonto ed è durato insin al mese di Genero 1523, onde morirono Persone circa 2000.
Nota ancora come l'anno 1523 fu fatto l'inquisicione contra gl’heretici nelle terra di Sondrio, in modo, che venne qui un inquisitore, qual si dimandava Frate Modesto de Vicenza. Non penso ch'al mondo 01 sana trovato il più furibindo et simulator di lui, ed aveva tanta rapidità di guadagnar scudi, che faceva ogni diligenza a trovar Gente, Che avesse auto voglia dl vendicarsi, ed accusar Gente assai per accumular danari, se gl'uomini non avessero provisto a mandarlo via, voleva infamar quasi ogni Persona, salvo quelli, i quali aiutavano a tal impresa. Perciò io ho voluto scrivere qui questa memoria, accirché quelli, che veranno doppo noi possenti provederghe con miglior ordine ed modo, che s'è fatto nel passato. Et semal vi venesse cupidità di far fare tal officio per nessun modo non v'acconsentite, salvo con questo patto, che li Testimonij siano publicati, ed stiano al paragone; perché non so il più bel far vendetta di questo ruinar un suo inimico; ma subito, che se tali Frati potesero andar in Paradiso, troverebbero la via di far ch'in Paradiso vi fosse tal difetto. Ed basta, non voglio più per ora dir di questo. Credo non basterebbono due foglie a scriver le cose mal fatte per tali Frati.
Nota come l'anno 1524 nel mese di Maggio il Castellano di Mussio a nome del Duca di Milano venne con molte Persone una notte et tolse tutte le navi da Mussio, stn'a Sorico, ed le condussero a Lecco, poi vennero fra 15 giorni et presero le terre da Mussio sin'a Sorico, le quali erano de Grigioni, ed prese che ebbero dette Terre volsero venir ancora per pigliar Valtellina, qual fu tenuta dalli Grigioni. Ma il capitano di Valtellina, qual era Grigione, ed si domandava Giovanni Traverso de Sozzo uomo accorto ed di grand'ingegno messe inscieme di subito tutta la Gente di Valtellina, ed andò apposito, ed di nuovo furono prese dette terre insin al sasso di Musso.
Alli 9 Gennaio 1525 vennero in Chiavenna circa 25 persone Ducali, e s'ascosero nel Rocco sotto al Castello di Chiavenna, e quando il Costellano sorti per venire abbasso in Chiavenna per sentir messa, fu presa e ritorno in castello prigione. I Chiavennaschi vedendo non venir il Castellano mandarno in più volte duri messi, e sempre anch'essi furono presi.
Le persone del Duca in circa 700 presero Chiavenna, ed i Grigioni vennero fuora et assediarono Chiavenna, si venne a battaglia a presso Bet, dove rimasero morte più di 100 persone. Quelli della terra furono costretti a tendersi a patti per mancanza di vettovaglie, ma il castello non s'arrese.
Nota poi come alli 2 Febraro 1525 il Conte d'Arco, il qual fu Capitano del Duca di Milano venne verso questa Valle di Valtellina con persone 800 quasi tutti scioppetteri, ed butorono un ponte in bocca d'Adda, ed passorono all'alba del giorno, vennero a Dubino, che la nostra Gente non se n'accorse. Fu fatto un aviso al nostro campo, qual era a Morbegno, ed a Traona, come detto Ponte era buttatto, ed sl partirono per andare a buttarlo via; ed quando furono appresso Dubino trovarono gl’inimici; talmente fecero una crudel battaglia: quelli del Duca furono sforzati a ritirarsi, ed il nostri li seguitorono ed inani, che potesser arrivar al Ponte furono morti di quelli del Duca più dl 400 persone, ed dello nostri morirono se non persone 20.
Fu miracolo d'Iddio ed non per nostro potere. Nota come fu preso dalli uomini di questa Valle per quell'impresa più dl libbre 100.000 dal giorno 9 di Genaro sin alli 15 Aprile.
Quell'istesso anno 1525 essendo mandato 6 Ambasciatori delli Signori Grigioni a Milano, per veder se la pace si poteva conchiudere con Francesco Sforza Duca di Milano, ed avevano salvo condotto da sopraddetto Duca, ed non essendoli ordine dì pace alcuna; quando furono a Zeno fuori di Como un migliaio sopra il lago di Castellano di Musso gl'andò incontra con numero 2 carabine ed li prese, ed furono condotti nel castello di Musso. Persone 16. Questo fu alli 29 Settembre 1525. Onde la guerra fu di nuovo in ordine tra il Duca ed li Griggioni, ed seguitò ancora grandissima spesa alla Valle di saccheggiamenti, ed di spesa de soldati Griggioni, quali stettero a Morbegno, ed a Traona per mesi 5.
Fu poi fatta tregua sin'a mezzo Settembre 1526, ed furono relassati tutti li nostri Ambasciatori, quali erano prigioni, ed bisognassimo pagar 19.000 ducati al castellano ed nota che la costò a questa nostra valle più d' 80.000 ducati computati ogni cosa.
Quel sopraddetto anno 1526 inanzi che fosse fatta la suddetta tregua il castellano suddetto di Musso mandò Dio. Battista de Quadrio de Ponte, qual era dalli Grigioni sonni Paese della Signoria a far Gente, ed venne con Persone 800 cioè una parte fu mandata sopra Morbegno nella valle del Bitto ed l'altra parte voler venir per Valmadre, ed noi della valle insieme con Grigioni gl'andassimo adesso, in modo che fossimo sforzati fuggir indietro; onde fu saccheggiata la Terra di Sacco, perché tenevano mano alla Gente del Duca, o sia del Castellano.
Il sopradetto anno 1526 fu rovinata la muraglia dì Chiavenna al castello ed il Rocco de Grigioni, ed quell'istesso anno fu rovinato il Castello di Sondrio, ed quasi tutte le altre fortezze di Valtellina per li sopradetti Grigioni quali dominavola la sopraddetta Valle, ed Valle di Chiavenna acciocché altri Signori non potessero tenerla.
Esso anno 1526, alli primi Agosto s'innovò la peste nella Terra di Sondrio ed morirono persone 300 durò mesi 9, ed fu grandissima alla detta terra. Ma il maggior danno fu per li ferii, biada, ed vino ed hen se li poteva far l'ordine suo, onde le dette fene si guastarono, fu un danno incredibile.
Quel suddetto anno 1526 alli primi Agosto fu tanta carestia ed quasi d'ogni altra cosa per il vivere delle Persone ma principalmente di biada, che in 100 anni non fu tal cosa.
Il tormento valeva soldi 50 sino 65 il suonare, la segale soldi 36 sin'in 46, ed il meglio soldi 30. Il vino libbre 5 sin 8 la brenta ed non se ne trovava per dinari, ed verso Milano costava assai più, ed se ne vendesse libbre 7 il quartaro a Milano.
Detto anno 1526 fu la peste in molte altre terre di Valtellina cioè Serale, Tirano, Stazona, Teglia, ed Ponte, morirono nel Comune di Taglio Persone numero 1500.
L'anno poi 1527 alli 25 Marzo venne una neve ed freddo che tutte quelle vigne quali sono temporive a butar li garzali andettero via del tutto, ed valse il vino libbre 8 sino 10 la brenta.

DELLA GUERRA DEL MEDEGHINO

Nota come l'anno 1532 alli 12 di Marzo uno assassino nominato Dio: Jacomo de Medici Milanese il quale stava nel castello di Musso et teneva sin a Lecco, si deliberò con Inganni, ed tradimenti pigliar la Valtellina, la quale, se l'avesse potuta avere, voleva maltrattarla, come era suo solito, ed si parti dal Lago con assai Gente de più paese, v'erano ancora Spagnoli circa 500 in sua compagnia, ed in quel giorno arrivò a Morbegno, ed una parte della sua Gente mandò verso Chiavenna con molte navi armate, ed subito fece romper la strada che veniva da Navate acciocché li Griggioni non potessero dar soccorso alla Valtellina. Non mandò a noi dì Valtellina alcuna diffida, ma venne d'assassino come era suo solito.
Poi alli 13 Marzo sopraddetto si parti da Morbegno, ed venne verso Sondrio, pensando lui, che per non esser svisati in tempo non avessimo potuto far la debita provisione. Ma non gli andò ad effetto il suo pensiero, perché il Capitano nostro di Valtellina quai si dimandava il signor Dio: Traverso di Sozzo di Agnedina uomo accortissimo fece congregar gl'uomini della Valtellina all'improviso, ed poi scrisse alli Grigioni che mandassero soccorso, ed intanto, che veniva il soccorso noi della Valle andassimo all'apposito al ponte di santo Pietro sotto Berbenno, ed quivi cominciassimo a combattere con gl'inimici, talché si ritirarne in Morbegno ed subito cominciorono a far bastoni, ed fortificarsi. Li Grigioni con noi di Valtellina ci mettessimo in campo atomo storno per giorni 26, ed alli 9 Aprile 1532 vedendo li nostri inimlei quali erano in Morbegno esser assediati d'aqua; ed d'altre cose deliberorno di venir fuora d'un canto in una battaglione di notte, ed di fuggir verso il Laco. Onde Manzi, che la nostra Gente potesse esser unita per andar dietro, passarono via il lago, pur molti di loro rimassero morti, ed nota come il giorno inanzi, che fu Venerdì Santo furono morti più di 300 persone degl'inimici per mezzo Navate verso Chiavenna, ed erano la maggior parte Spagnoli, quali erano ivi con molte navi per non lasciar passar la nostra Gente da Chiavenna, ed venir verso Valtellina. Poi li nostri Signori proseguendo la Vittoria fecero venir la nostra artiglieria, quale era a Chiavenna ed fu condotta per strada,
mezzo la Torre d'Ologno, ed la notte seguente quelli, che erano in detta Torre fuggirono fuori, poi furono seguitati gl'inirnici verso Gravedona, la qual il Castellano l'aveva abbastionata, ed fortificata col monastiero sopra, ed fu presa per li nostri Signor sin a Dongo. Ed poi una parte della nostra Gente, passarono da Colica, ed pigliarono tutta la montagna d'Introzzo, ed la valle Sassina, ed vennero verso Belano, quale era stato fortificato per il soprascritto ribaldo Medeghino ed detto Belano fu preso insieme con Varena sin a Mantello. Vennero ancora in nostro soccorso molti Svizzeri; quali vennero fuori da Lugano ed fu preso tutto il paese da Musso sin giù verso Como, ed fu messo l'assedio intorn'al castello di Musso ed una parte de Svizzeri furono mandati verso Monteguzzo, qual era tenuto per 11 suddetto Castellano ed ivi stettero li detti Svizzeri con la Gente del Duca di Milano, ed stettero d'intorno molti giorni, ed fu forza combattere più volte. Fu bombardato, che quas'era rovinato tutto, talche quelli che erano dentro fuggirono fuori una notte. Li Griggioni stettero a Dongo sin ani 10 Marzo 1532 con persone 200 archadieri (sia) per assediar detto Castello. Ed la Gente del Duca stette verso Musso per voler di compagnia assediarlo. Ma il suddetto ribaldo aveva tante navi armate sopra il Laco, che ogni giorno faceva tanto danno sopra il Luce, che era una compassione, ed per caggione delle dette navi soccorreva il castello. Pur affili gli fu forza accordarsi col Duca Francesco Sforza di Milano ed con li Grigioni; in modo che alli 10 Marzo 1532 rese Lecco, ed il castello di Musso al Duca, ed alli Grigionì; ed del suddetto mese di Marzo 1532 li Grigioni fecero rovinare tutto il Castello di Musso, qual'era tre castelli uno dietro l'altro. Fu ancora rovinata la Torre d'Ologno di Campagna, et nota come la costò a noi di Valtellina più de ducati 200.000 in un anno per causa della venuta del detto Ribaldo, ed spendessimo volentieri tali dinari piuttosto che tener tal ribaldo per nostro Padrone, ovvero Signore, ed fu abbrusciato Morbegno di la del Ponte verso il Laco ed ancora fece rovinare tutte le case che erano fuori del corpo della Terra di detto Morbegno, onde la povera terra patì grandissimo danno.
Nota come alli 9 Giugno 1538 venne una ruina in Ardenno, che minò molte case, ed posessioni qual ruina fece grandissimo danno. Morirono sotto detta rovina 7 persone.
Ancora nota com'il suddetto anno 1538 il mese di Luglio venne una grande sospicione in questa valle, che 6000 Spagnoli, quali erano appresso a Como volessero venir a piglia questa Valle, ed furono apparecchiate a Como tutte le navi di Lecco, di sorte che li Griggioni mandarono verso il Laco molta gente et massime archibusieri per oviar a tal cosa. Onde questa Valle spese molti ducati per guasta causa; tal che detti Spagnoli si partirono, ed andarono a Genova, ed non accade altro.
Nota ancora come l'anno 1539 non piove né nocca mai, cominciando alle calende d'Ottobre d'esso anno 1539 sin'alli 15 Aprile 1540; onde per tutto l'inverno si sarta potuto passar la Montagna dell'Oro per andar verso Bregaglia, che forse non accade mai tal cosa.

Il fine di questa seconda parte.

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